Proprio così. A forza di lavorarci, a forza di saltarci sopra, a forza di smanettarli appena il capo se ne va, i trattorini in questione mi stanno proprio conquistando.
Questo fine settimana ho avuto la conferma.
Nell’appennino emilano, zona del parmense, si è svolta la 100 Miglia Quad Ride: gara di durata per Atv. Noi ci siamo presentati con un Outlander 650. No, non ho corso io purtroppo. Inizialmente avrei dovuto con il secondo equipaggio, ma la rinuncia del mio compagno di gara mi ha rilegato a fare da supporto al team principale.
La difficoltà del percorso era davvero professionistica: 120 km al buio fra sassaie, boschi, fangaie e guadi hanno fatto selezione. Qualcuno si è fatto male pure. Inutile dire che degli oltre 400 quad partiti, sono riusciti a raggiungere il traguardo meno della metà degli equipaggi.
è stata una gioia, e una soddisfazione, vedere tornare al motor home, alle 2:30 della notte, i nostri piloti dilettanti completamente sporchi di fango, ma con la coppa in mano e l’adrenalina che scorreva a fior di pelle.
Sono arrivati 30esimi, ma non importa il piazzamento, il fatto di essere riusciti a concludere la corsa è una vittoria.
La mattina seguente, ho preso l’Outlander dell’impresa, e mi sono fatto qualche chilometro sul percorso di gara… spettacolare… e terribilmente complicato… in poche parole, volevo farlo tutto, fino alla fine.
Ho rischiato qualche volta il ribaltamento, ho capito perchè, non ho più commesso quell’errore. L’Outlander nel fango tirava come un carroarmato e l’adrenalina scorreva a fiumi.
Sono tornato alla base, un po sporco, ma ansioso di poter correre quella gara, e come mi è stato promesso, l’anno prossimo la farò io.
La gallery è stata caricata al contrario e non so perchè… quindi guardate le foto dall’ultima alla prima, grazie.
Archiviato in: Padua's Life
Questi ultimi post ho un po esagerato con i mielismi nei confronti della mia nuova motogigletta, manco con la donna dei miei sogni potrei essere così sdolcinato.
Sapete come funziona quando le cose paiono andare bene… i bloggers si riposano, non hanno nulla di cui lamentarsi, non hanno idee o ragionamenti profondi da buttare su un post perchè la testa è leggera, non si imepegna e si gode il momento di tranquillità
Ecco, questo è quello che sta passando il sottoscritto. Non dico di aver trovato la felicità (per fortuna aggiungo) ma vivo una situazione di stallo, in cui i problemi di fondo sono sempre quelli che mi accompagnano da una vita, e il resto sono emozioni positive. Per questo non ho concetti particolarmente interessanti da raccontare a chi passa di qui.
Sarà noioso per chi non è me, e passa per questo blog, ma non ci penso tanto, sempre per lo stesso motivo di cui sopra.
Per farla breve, quando sto bene, riconosco che quest blog offre davvero pochi spunti interessanti, e quando sto male, si fa abbastanza più piacevole da leggere e mantenere.
Si, la gente si diverte di più a leggere di persone che non stanno bene.
Non ho nessuna intenzione di accompagnare le sue foto con un testo, qualsiasi parola risulta banale.
In ritardo di un giorno. Enjoy.
Dorme nel mio garage ora, è bellissima, ed è mia.
Domani vi faccio vedere qualche sua foto.
Ormai sono arrivato a considerarmi un errante cittadino del mondo, e devo ammettere che questa definizione mi va davvero troppo ma troppo larga.
Per questo la mia voglia di “a place to be” mi ha convinto a fondare la mia città. Virtuale ovviamente, ma accontentiamoci.
Si chiama Neo Pimentel 3, in onore di una delle trovate più geniali del mondo anime giapponese e di uno dei paesi col nome più insulso dell’intera Sardegna.
Al momento ha un solo abitante, il sottoscritto, che da sindaco non vuole creare una metropoli, ma un paese tranquillo, quattro botteguzze e un po di natura e aria pulita, e qualche bella curva da fare in moto.
Se avete voglia di abitare assieme a me a Neo Pimentel 3, fate un click al seguente link:
http://neo-pimentel3.myminicity.com/
sarà casa mia, almeno questa.
Archiviato in: Senza Categoria

Un logo.
è figo, dai.
Non è altro che il simbolo che accompagna la decisione del sottoscritto di dedicare a questo blog il tempo e l’affetto si merita, finalmente.
In fondo in un solo mese sono cambiate parecchie cose, e anche la collaborazione con Motoblog.it è arrivata al termine. Mi piaceva perecchio scrivere per loro, quando non avevo un cazzo da fare tutto il giorno. Ultimamente mi stava solamente togliendo quel poco tempo a disposizione per me, e di conseguenza, anche la voglia di scrivere qui su SP.
Altro cambiamento: la settimana entrante arriva la Guzzona V11, il mio nuovo amore, che presto presenterò al mondo intero da queste pagine. Inoltre ho lasciato in arretrato (mai è successa una cosa simile in passato) i miei ultimi giri scroccati su Guzzi Stelvio, Morini Corsaro 1200 e Yamaha FZ1.
Sparking Plug risorgerà dalle sue stesse ceneri, come un fagiano.















