“Just, not enough.
I need more.
Nothing seems to satisfy.
I said, I dont want it.
I just need it.
To breathe, to feel, to know Im alive.”
Rimbombano ormai i versi di questa canzone nel mio cervello, che piano piano si sta svuotando della pazienza e della calma che tutti mi hanno sempre invidiato.
Una piccola strofa, banalotta pure, ma dove sono rinchiuse le parole chiave di una vita.
Quando ingoi bocconi amari più del solito non importa quanta morale ci sia nelle tue azioni e quanto altruismo provi a metterci, queste parole scavano in profondita, sotterrando tutto il resto, compresa la ragione.
Così si diventa egoisti, poco propensi al dialogo, impulsivi e si rischia di combinare cazzate, tanto ma tanto grosse. Condizioni nel quale mi trovo io ora, queste parole sono ormai grosse come noci nel mio cervello e mangiano tutto quello che trovano di sensato… Devo trovare un po di lucidità, e un po di fortuna, per far si che scendano un po giù verso la bocca, e vengano liberate, pronunciandole in un discorso con qualche amico, con mio padre.
Show me that you love me and that we belong together.
Relax, turn around and take my hand.”
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