sparking plug


La matematica di un cesso
Ottobre 22, 2007, 6:50 pm
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La storia del rapporto controverso fra Lele e la matematica iniziò in un lontano 2003, quando in terza superiore ebbi la geniale idea di litigare a morte con la professoressa di matematica appunto.

In quanto ragazzino sbarbatello e nel bel mezzo della ribellione adolescenziale, la prima cosa che pensai fu che fare un dispetto alla professoressa mi avrebbe fatto stare decisamente meglio. Cosicchè consegnai tutti i compiti dell’anno in bianco o con splendidi disegnini o ritratti di compagni, per il resto del tempo alle ore di matematica, uscivo fuori o facevo le parole crociate dell’Unione Sarda (quotidiano sottratto alla sopracitata professoressa all’inizio dell’ora). La cosa che rende il tutto più tragicamente stupido, è che proprio quell’anno si introducevano i concetti fondamentali dello studio di funzione. Ergo, promosso all’anno successivo con il solo debito formativo in matematica, che mi trascinai fino alla fine dell’anno con uno splendido 2.

La quarta iniziò con la splendida notizia del cambio di professoressa, in poche lezioni ci fece il recupero per poter sostenere il compito per l’estinzione del debito formativo: miracolosamente lo passai. Il resto dell’anno, nonostante la bravura e la pazienza della professoressa nuova, lo passai a cercare di capire quello che spiegava, e mi facevo fare i compiti in classe da quelli più bravi di me. Risultato finale 5, che passò a sei per la buona volontà e perchè le stavo simpatico.

La quinta, ultimo anno, eravamo dei disperati, 12 deficienti con tanta voglia di studiare almeno quanta ne aveva Senna di morire in quell’incidente, pluriripetenti (solo in 2 eravamo regolari con gli anni)… capii meno dell’anno prima, il compito decisivo di fine anno lo fece il caro Murgia e lo passò a tutti gli altri che copiarono pari pari dal suo, Murgia era l’unico che capiva qualcosa di matematica. Il risultato fu che tutti i compiti consegnati erano uguali, precisi identici, quindi voto unico per tutti: …4

Andai all’esame con 5 scarso in matematica, ma non contava perchè fu sorteggiata educazione fisica invece che matematica come materia d’esame.

Mi diplomai e presi la qualifica di “perito agli apparati ed impianti nautici”… di motori sapevo tutto o quasi, in matematica continuavo ad essere un cesso totale.

Ed ora sono qui, di fronte a una dispensa redatta dal mio professore di Analisi Matematica 1; leggo fra le righe e non capisco veramente un cazzo di niente, tutto è scritto in matematichese, il professore da per scontato che io abbia già un’infarinatura generale di quello che è lo studio di funzione, bene… io non ho la più pallida idea di cosa sia lo studio di funzione e faccio fatica a fare una divisione in colonna.

Quest’anno mi aspettano 4 esami di natura matematica: due di Analisi e due di Algebra e Geometria. Per colpa di un ragazzino scemo che credeva di fare un torto alla sua professoressa, senza sapere che il torto se lo stava facendo da solo, ora continuo ad essere un cesso matematico, e da buon cesso, i miei professori, agli esami, non ci penseranno due volte a mettermi il culo in faccia e cagarmi in bocca.

Che dite prego? o mi metto a studiare sodo?

Mi metto a studiare sodo.