sparking plug


Seghe mentali al quadrato
Ottobre 17, 2007, 1:05 am
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Nella noia dell’1:30, quando il sonno non si capisce se stia arrivando o se preferisce aspettare un po, capita che si spulcia in rete e di beccare cose più o meno serie, ma stranamente quelle serie, quando hai il buio della stanza attorno e la musica bassa per non disturbare chi già dorme, riescono a concentrarti di più e far lavorare la mente.

Così leggendo il post del Dr.Hadamard , noto che è una profonda sega mentale, e quello che traggo dopo la lettura, non è altro che una sega mentale a mia volta.

Si parla di persone, di maschere, di tristezza e di felicità, di come spesso guardi negli occhi una persona o la senti parlare e capisci che il suo reale stato d’animo non è quello che ti mostra, per impietosirci si ammeschinano, per non farci preoccupare fanno finta di non avere nulla e spesso la cosa è così evidente che pensi davvero ti vogliano prendere per il culo.

Ma la gente davvero sa riconoscere quando è davvero triste e quando è davvero felice?

Io penso seriamente che noi passiamo tanto tempo della nostra vita, e sprechiamo tante delle nostre energie, a prenderci per il culo da soli, a imporci certi comportamenti e stati d’animo e a cammuffarci per non sentirci diversi o per non essere esclusi, o addirittura per perseguire obbiettivi futuri che nel presente non sono assolutamente prioritari per il proprio benessere… e l’unica risposta che riusciamo a darci del perchè lo facciamo è “perchè è così che deve andare” o perchè magari pensiamo che quella sia la via per risolvere, o per ridurre al minimo, i problemi collaterali delle nostre scelte.

E se ci guardassimo dentro davvero?

Riporto le domande che il Dr.Hadamard ha proposto ai suoi lettori:

“Ma tu, lettore accorto, come ti senti? Sei felice quando scrivi cose allegre? Sei mesto quando ne scrivi di tetre? Guarda che non ti capisco, sai. E se tu avessi solo bisogno di una mano, accetteresti il mio aiuto o rideresti smargiasso?”

Come mi sento? non bene, penso al Lele futuro, e non penso al Lele presente… quindi mi prendo per il culo, pensando che la mia sofferenza odierna, sarà un’ascesa continua fra qualche anno, quando frutterà qualcosa di concreto, e solo quando avrò raggiunto questo obbiettivo scoprirò se davvero ho fatto bene a prendermi per il culo, e sarò davvero felice, o se quello che ho perso questi anni non lo potrò mai più recuperare.

Sono felice quando scrivo cose allegre? non è detto, anche nei mei periodi neri, c’è sempre un po di spazio per l’ottimismo e per il buon umore, e sdrammatizzare un po non può far altro che bene al cuore. E quando sono tetro? quando sono tetro, in genere, mi accorgo che lo sono, e sai che ti dico? in genere mi comporto da ipocrita, non voglio portare i miei problemi nella vita degli altri e per un po posso benissimo fare la bella faccia fuori, e mangiarmi gli organi dentro… ma se avessi davvero bisogno di una mano, se stessi raschiando il fondo, se gli organi ormai me li sono mangiati tutti, non aspetterei che tu mi chieda aiuto, vengo a chiedertelo.

E la conclusione qual’è? che sia io che te, dottore, siamo come quello che ride alle nostre battute ma ha gli occhi malinconici, perchè anche se prendiamo coscienza della cosa e riconosciamo l’ipocrisia degli altri come la nostra, questo non ci rende immuni, continueremo a comportarci così e se non ti sei mai comportato così ne hai tutte le potenzialità in quanto essere umano. Felicità e tristezza si alterneranno fino alla fine dei nostri giorni, quando saremo felici non penseremo a nulla, ci godremo il nostro essere e nessuna sega mentale ci sfiorerà il cervello… quando saremo tristi, ci rimurgineremo sopra, facendoci mille domande, e impegnandoci a toglierci l’oscurità di dosso. E il nostro stato d’animo si adatterà alla siutazione, e cambieremo carattere e persona a seconda di quanto questo ci vada bene o meno.

Fanculo a colui che ci ha dotato di intelletto…