Archiviato in: Prove Moto | Tag: bmw, buell, Prova moto, r1200r, recensione, ulysses, xb12x
Per evitare di scrivere due post, ho deciso di mettere queste due moto nello stesso, e poichè le ho provate a distanza di un giorno l’una dall’altra, mi sa tanto di quelle sfide che le riviste specialistiche organizzano per vedere quale è la migliore moto della categoria presa in esame.
Beh, siccome da poco all’università hanno rispolverato gli insiemi, possiamo pure ragionare dicendo che queste due moto appartengono all’insieme delle “moto da turismo” benchè siano di due sottoinsiemi ben distinti, poichè la BMW è una signora rigorosamente turistica, che rasenta la perfezione per chi desidera una moto da votare a tale utilizzo, la Buell invece, è una fun-bike (non per niente è una moto della serie XB) che si presta senza problemi al turismo.
BMW

Ammetto che le BMW prima di qualche giorno fa, per me erano solamente belle moto, con un blasone che le metteva un po di puzza sotto il naso ma che la rendeva ai miei occhi affascinanti per le scelte tecniche a detta dei più azzeccatissime e con un motore che è una scultura (parlo delle boxer, le 4 cilindri non sono opere d’arte ma di tecnica), ma ancora non avevo avuto la possibilità di assaggiarle e condividere con loro qualche momento da amanti.
Qui a Padova, grazie alla Ceccato Motors, sono riuscito a provare quella che assieme alla GS è l’icona del turismo su 2 ruote: la R1200R
Salgo in sella e mi sento da dio, stringo il manubrio e sistemo bene il culo nella sella morbida e accogliente, sotto i miei occhi la vista è spettacolare, le mie ginocchia sfiorano le due teste che spuntano fuori a destra e a manca in tutta la loro imponenza… sono emozionato a guidare uno degli oggetti che più mi ha affascinato nella conoscenza della mia passione tanto che ne ho fatto una tesi per il diploma: il bicilindrico boxer.
Parto… La sensazione è di stare in una strana astronave dove ogni tuo movimento viene accompagnato dolcemente dalla macchina… la frizione, il cambio, la manetta, il freno posteriore, le sospensioni sono dolcissime, sembrano dirti “no no aspetti, non faccia fatica lei che sta guidando, le do una mano io a manovrarmi!”
Il telelever anteriore e il paralever posteriore sono una cosa fantastica… affondano ma non troppo, e assorbono le asperità meglio di come un pannolino lines assorbe la pipì super… l’unica cosa violenta è il freno anteriore, che reputo poco modulabile poichè sensibilissimo, è l’unica pecca… il telaio è elastico e confortevole ma ha un feedback fenomenale e mette in atto ogni nostra volontà di guida.
Il motore? Brutalmente dolce.
La progressione è regolare, ha un’arco di coppia perfetto, non ho mai guidato un motore messo a punto così bene, ma la spinta non crediate sia poca… è tanta tanta, che arriva morbida e leggera, subito dopo i 2500 giri circa, e si sente tanto.
Nell’uscita dalle curve, quando apro ancora in piega, a causa del cardano e dell’elevata coppia la moto derapa esibendosi in coreografici powerslide che mai mettono in crisi la ciclistica e tantomeno preoccupano chi sta sopra a guidare.
La moto a causa dell’interasse e del peso altino non è un fulmine di guerra negli spostamenti e nelle manovre a velocità bradipesca, ma entrando nell’ottica dell’utilizzo di tale macchina l’agilità a bassa velocità non è un requisito di primaria importanza.
Esteticamente, guardandola da fuori, non è carismatica come quando la si guida, la vecchia 1150 mi piaceva 100 volte di più ed aveva molto più carisma estetico di questa, che sembra disegnata per accontentare un po tutti.
La conclusione è che se siete degli smanettoni, dimenticatevi di lei, la troverete disgustosamente perfetta per portarvi a spasso fra le curve di un passo di montagna a velocità di crociera medie, terribilmente comoda e orrendamente turistica. Se siete invece quelli che cercano una moto puramente stradale da turismo, avete trovato la regina. Se invece siete appassionati della bella tecnica e di una moto carismatica, avete trovato un bellissimo esempio di arte ingegneristica.
BUELL

“E che è sta cosa? sembra un insetto!” disse la mia ex ragazza appena gliela feci vedere.
In effetti a guardarla non entusiasma proprio, di tutte le XB è di sicuro la più bruttina, ha una faccia da insetto davvero, e un culo sproporzionato perchè la sella lunga per il passeggero e l’interasse corto non vanno esteticamente molto d’accordo, ma ci passo sopra perchè ho bisogno di sentire la grossa differenza che ha dalle altre XB, e ho fatto benissimo.
Signore e signori, questo era l’anello mancante per completare la mia personale collezione di modelli XB e con la Ulysses le ho provate tutte. Ora posso arrivare a coronare la mia personale regina delle Buell.
Ed è proprio lei, la Ulysses.
La più brutta delle buell è anche la più bella, sembra un ossimoro ma è la pura verità. Le sospensioni alte e morbide, il manubrione larghissimo e altissimo, come la sella grande e accogliente, ti fanno sentire il padrone della strada, e queste sono le uniche differenze sostanziali dalle altre XB deducibili a moto ferma.
Ma con le sospensioni così alte la moto ha subito un alzamento di baricentro, e a causa dell’interasse cortissimo e della fissa di Erik Buell per la centralizzazione della masse questa variazione si fa sentire davvero tantissimo… Se la cara vecchia XB9-12S e derivate, è una moto che si presta al teppismo senza problemi e non si tira indietro a qualche impennatina, la Ulysses (a causa di questo spostamento in alto del baricentro che contrasta così tanto col suo interasse infimo) è una vera e propria macchina da impennate, ad ogni manata di gas il posteriore si pianta nell’asfalto e l’anteriore schizza su a guardar le stelle, e il ritorno sul pianeta terra è morbido e leggero grazie alla forcella tarata per il comfort.
Quindi se si spinge forte con la guida da streetfighter è un divertimento assoluto, e se si va piano?
Se si va piano la moto si lascia passeggiare tranquillamente, in città è una goduria, schizza nel traffico che è una cosa fenomenale e il culo non mi si indolenzisce come sulle altre XB anche se l’effetto on-off è sempre elevato e bisogna sempre giocare con la frizione per non farsi venire il mal di mare, e la frizione è pallosamente duretta e il cambio è una rottura di coglioni perchè è duro e la folle la si trova solo dopo due ave marie e tre padre nostri, ma daltronde è una XB e questi sono i deliziosi difetti suoi e di quello che è il bicilindrico HD 1200.
Esteticamente parlando la moto è bruttina, ma se, come farei io se la comprassi, la si usa per utilizzarla in città e non per viaggiare, un cambio di codone e l’eliminazione del becco sono d’obbligo.
Per il resto, come telaio e motore ho parlato già mille volte dei modelli XB ed è sempre splendidamente uguale.
Concludendo le piccole differenze riguardanti altezza, sospensioni e posizione di guida la rendono la più totale e divertente delle XB. Se cercate una fun-bike, prendetevi una Ulysses, montatele un codone XB12SS e toglietele il becco, avrete un’arma totale per il divertimento urbano, Se cercate una moto da turismo, questa lo sa fare, ma dovete cercare di sopportare i piccoli difetti che in una XB sono routine, ma che in turismo potrebbero dare fastidio, se siete degli smanettoni da pista, dimenticatevi di lei se ci tenete alla pelle, è l’ultima delle Buell in questo caso.
CHI VINCE?
Nessuno, sono due moto troppo diverse, che si spacciano entrambe per turistiche ma solo BMW lo è nel midollo, la Buell è una fottuta bruciasemafori con lo zaino per la gita fuoriporta.
Una cosa posso dire solamente, la Buell può trovare altre street fighter che le danno filo da torcere in questo sporco mestiere, mentre l’unica che può dare filo da torcere nel turismo a questa R1200R è la R1200GS, ovvero la sorella all road… BMW con le sue moto perfette domina la categoria.
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hey, bella recensione! se ti va passa dal nostro blog, noi abbiamo provato la Buell XB 12 S, qualche tempo fa!
Commento di xaruotaliberax Gennaio 15, 2009 @ 10:09 pm