sparking plug


Nuove considerazioni sul comportamento delle donne in un mondo squisitamente maschilista ||parte 1||
Ottobre 31, 2007, 9:35 pm
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No, non me l’ha suggerito Lina Wertmuller il titolo.

Comincerei col dire che in quest’ultimo periodo, dopo 5 anni di relazione stabile, vedo nuovamente le donne da un diverso punto di vista, ovvero quello del singolo.

Mi sta capitando di conoscere tante donne: chi più bella, chi meno bella, chi simpatica, chi antipatica, ma sono fermamente convinto che benchè due personalità femminili possano essere totalmente agli antipodi, sono sempre accomunate da una cosa “la subdolizia”.

L’essere subdolo che vive in ogni donna riesce sempre ad avere il sopravvento quando, in certe situazioni, la donna ha il coltello dalla parte del manico, e la migliore delle occasioni per sfoderare la subdolizia è senza dubbio quando un uomo ci prova, poichè colui che si dichiara in modo più o meno esplicito a una ragazza, sa bene che tutto l’esito della sua macchinazione, e tutte le frasi perfettamente studiate la sera prima, il suo dopobarba agli ormoni, il suo pacchetto di gomme da masticare alla menta, la sua autostima, potrebbero esplodere anche solo con una sillaba pronunciata da quelle dolci labbra.

Un po come se un soldato cerca di uccidere un uomo con carri armati, missili termoguidati e bazooka ma senza beccarlo una volta e quel piccolo uomo, con il suo piccolo fucile da cecchino, spara una piccola pallottola che becca il suo avversario perfettamente in mezzo agli occhi.

Come ho detto, questo gli uomini lo sanno, ma le donne lo sanno ancora meglio, per questo la donna assume le sembianze di quel piccolo e letale omino col fucile di precisione, e sa che i colpi del nemico non gli fanno manco un graffio… e gioca, si diverte un sacco a vederci dubbiosi, desiderosi, ci provocano, si avvicinano e si riallontanano e noi poveri sfigati corriamo dietro all’osso che ci ha appena lanciato, pronti a riportarlo con mezzo metro di lingua fuori e gli occhi vispi. Davanti ai nostri occhi c’è sempre una nuova possibilità , davanti ai loro c’è sempre una mantide religiosa che dopo l’accoppiamento mangia il suo compagno.



Non ci posso credere
Ottobre 28, 2007, 1:53 pm
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Ci sono cose che nella vita si ignorano, proprio non si sanno, e appunto perchè uno non le sa, non si pone mai dubbi in merito; ma poi capita che per caso si vengono a sapere e nella nostra mente scatta una cosa che si chiama curiosità.

Proprio come è successo a me ieri, mentre mi aggiravo per la fiera di Padova, immerso in una splendida atmosfera di altri tempi: le auto d’epoca erano il tema della manifestazione e non potevo mica farmele sfuggire, quindi mentre mi aggiravo fra le varie Jaguar Type-E, Maserati da F1, Ferrari Daytona, Alpine, Abarth, Porsche, un’auto arancione che non avevo mai visto mi compare davanti… ecco, curiosità. Pareva proprio un prototipo da 24h di Le Mans, anzi, ERA un prototipo di Le Mans, guardo lo stemma, non lo vedo bene, mi avvicino… McLaren.

Era la prima McLaren d’epoca che vedevo in vita mia, bella cavolo, e che motore… ma poi la mia curiosità mi fa tornare indietro, a scrutare lo stemmino.

E non riesco a credere ai miei occhi:

 

Ma sogno o son desto? Quella sagoma animale è o non è quella di un KIWI?

NO NON CI VOGLIO CREDERE!

una volta a casa chiedo conferma ad internet:

Ecco confermato lo stemmino, faccio un confronto fotografico:

Ma io mi chiedo, La McLaren è una delle auto da corsa più conosciute e più stimate del mondo, che combatte e ha combattutto direttamente con Ferrari (Cavallo), Lamborghini (Toro), Maserati (Tridente), Alfa Romeo (serpente), Peugeot (Leone), tutte case che fanno del loro “totem” un simbolo di forza, potenza, virilità, cattiveria… e cosa mi usa la McLaren come simbolo? IL KIWI! Cazzo, uno degli animali più scemi e inutili del mondo! Un uccello brutto, che non vola, che nessuno conosce, che appena lo vedi ridi, che ispira tutto fuorchè potenza, virilità, forza e cattiveria, che se ne sta solo in quel cazzo di posto in Australia, erede naturale del DODO, un’animale così inutile e stupido che si è estinto, e che come fisico più o meno era brutto come il KIWI.

Oggi se non si è appassionati di auto da corsa d’epoca nessuno sa che il KIWI era il simbolo della McLaren, e meno male, perchè col brutto periodo che sta passando la factory di Woking, potrebbe anche fallire.

 

 

 

 



Il Satagnosticismo
Ottobre 27, 2007, 7:32 pm
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Ho letto tanto questi ultimi giorni su un curioso quiz che gira in rete, ovvero quello che riguarda il proprio orientamento religioso e spirituale. Così trascinato dalla curiosità sono andato a farlo pure io.

E pare che la persona che ha scritto questo post sia in realtà un abbastanza fedele satanista, ma anche un altrettanto convinto Agnostico… quindi una specie di satagnostico.

ecco qui il risultato:

“Il tuo risultato è Satanismo. Le tue convinzioni si avvicinano maggiormente a quelle del Satanismo! Prima che tu urli, fai qualche ricerca a riguardo. Per essere satanista, non devi necessariamente credere in Satana. Il Satanismo generalmente si concentra sull’avanzamento spirituale di sè stessi e nella libertà di scegliere arbitrariamente, piuttosto che sottomettersi a qualche divinità o restrizione morale (devo ammettere però che questo satanismo non è poi malaccio come idea di fondo n.d.r.). Fai qualche ricerca sul Satanismo se pensi immediatamente allo stereotipo del culto satanico. Potresti anche essere vicino a religioni terrene come il Paganesimo.”

  • Satanismo 85%
  • Agnosticismo 85%
  • Paganesimo 65%
  • Ateismo 55%
  • Buddismo 40%
  • Induismo 40%
  • Confucianesimo 35%
  • Paranormale 30%
  • Islam 25%
  • Cristianesimo 20%
  • Ebraismo 0%

Quindi sappiate che, essendo un satagnostico, credo in me stesso e solamente in me stesso, senza bisogno di sottomettermi agli dei, ma tutto questo non sono sicuro che sia vero e sinceramente non mi interessa.

Bella sta nuova religione vero? beh dai, è sempre più coerente di tutte le altre prese singolarmente.

Chi vuole diventare mio adepto?



Sport Inutility Vehicle
Ottobre 26, 2007, 8:11 pm
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Esatto, li avrebbero dovuti chiamare SIV, non SUV, proprio come acronimo del titolo di questo post.Stamattina pioveva a dirotto, sono andato all’università in auto e ahimè la tratta casa-facoltà ha fatto segnare un gap di 30 e rotti minuti rispetto a quando lo faccio in scooterone. E nella noia della fila, con la radio che trasmette pessima musica latinoamericana, mi guardo intorno da dentro quella scatoletta, e vedo un bel fighetto incravattato che da dentro il suo SUV (e sempre senza un filo di sporcizia, ma solo acqua piovana che lo ricopre), non si accorge di essersi messo al centro della carreggiata, a cavallo della linea di mezzeria, e tanta gente da dietro suona ma lui non se ne accorge perchè il suo SUV è stato studiato per garantire il miglior confort acustico e la massima insonorizzazione, e il traffico nel mentre peggiora.

Si vabbè non è il solo che lo fa, ma pensandoci bene, che cazzo ci fa quel bisonte della strada in una città? ha tutte le parvenze di un fuoristrada, che stia in campagna!

E invece no! perchè questi cosi con cerchi da 20 pollici e pneumatici ribassati, non valgono una mazza! dai saranno utili a qualcosa…

E invece no!

  • in città ingombrano, inquinano e consumano tanto
  • in campagna non servono a nulla, e se graffi quella cosa smadonni per i soldi che ci spendi per riverniciarlo
  • costano tantissimo
  • non ci puoi andare in pista perchè ti accappotti
  • non sono divertenti da guidare

Eppure ne girano tanti… che moda scema… come i ragazzini che camminano col cavallo dei pantaloni nelle ginocchia… inutile.

Che sia solamente il riflesso della nazione che va a rotoli? in un’italia di merda ci vogliono persone che fanno di tutto per renderla un letamaio, no?

Ricordate il boom del dopo guerra? la nazione si è ritirata su economicamente grazie alla voglia di ricominciare e al bisogno di fare cose utili… e il simbolo dei boom quale era? la 500! un’auto piccola e versatile, facile da guidare e alla portata di tante tasche.

Quindi permettetemi il paragone, che se il simbolo dell’ascesa dell’italia fu la 500, allora il simbolo della rovina della nazione, sono proprio i SUV.



Sparking Plug dietro le quinte
Ottobre 25, 2007, 7:36 pm
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Una chicca che la piattaforma wordpress ci offre per i blog è sicuramente un sistema di statistica direttamente da parte di wordpress, senza il bisogno di accountarsi ad altri siti per tenere sotto controllo l’andirivieni degli utenti.E una cosa che mi fa letteralmente impazzire di questo monitoraggio è scoprire le chiavi di ricerca per il quale sono arrivati ad entrare su Sparking Plug, ve ne cito un po perchè le trovo sublimi:

  • macchina del tempo john TITTLE” – ma non si chiamava titor?
  • imparare la matematica” – se scopri come si fa avvisami
  • il signor aprilia” – e chi è?
  • moto belle” – eh cacchio, un po più generico no?
  • TITLE uomo venuto dal futuro” – un altro?
  • perchè viaggi tempo” – ahahah! splendida, chissà cosa voleva esprimere questo qui.
  • john TITLE l’uomo che viene dal futuro“-basta sto title! si chiama T-I-T-O-R
  • john tutor chi è?” -ahahah! lo conosco, lavora alla Cepu
  • l’uomo che viaggia nel tempo dal 2038” – e ancora non si è fermato!
  • parla con John Titor” – ciao John, come stai?
  • john TITLE dal futuro” – basta cazzo! bastaaaaa!!!
  • l’UOMO VENUTO DAL FUTURO COSA SI STA STU” – ma cosa volevi sapere? guarda che google non è il tuo vicino di casa, non è che gli fai i discorsi e aspetti che ti dica le sue considerazioni a riguardo.
  • soldato del futuro john TITLE“- …
  • buona domenica hot” – Demo Morselli XXX
  • Culo da sega” – ahahah e cosa gli compare? il mio blog! ahahah deluso?
  • il nuovo dei Nightwish fa cagare” – cosa volevi che ti comparisse? “si, fa proprio cagare”?
  • anette merda” – che volgare, si la fa anche lei.
  • Culo per sega” -  = sen x

Il popolo del web 2.0 non finisce mai di stupirci.



A Grass Place
Ottobre 25, 2007, 1:09 am
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Benchè fermamente convinto che sia una tradizione che non mi appartiene, sto cominciando anche io ad uscire il mercoledì notte, per il classico (per i padovani) mercoledì universitario.

Alle 22.30 la città pulula di baldi giovani che si recano nei locali per uno spritz o un drink in compagnia, ma di sicuro un luogo che il mercoledì sera è sempre sulla bocca di tutti è Piazza Delle Erbe.

Tutte le persone che ho conosciuto, veneti e non, mi hanno sempre dato pareri secchi su questa piazza, che spaziano da “si è davvero figa” a “non andarci è una merda”. Io che vedevo questa piazza vuota nei mei giri mattutini o pomeridiani in centro ovviamente non avevo un’idea del mercoledì notte in piazza, fino a stasera.

Appena arrivo mi si prostra una marea di ragazzi, tutti con birra o vino in mano, a parlare l’un con l’altro, due passi avanti e si vedono le prime canne, più ci si addentra più la situazione peggiora, gente che vomita e che sta male, ambulanze, gente fuori di testa urla scemenze, finalmente trovo i miei amici, birra alla mano, me ne prendo una pure io, ma ad un certo punto scatta la voce dello speaker che stava lì vicino, inneggiando alla liberazione delle brigate rosse, della rivoluzione e alla memoria dei militi della RAF (un gruppo estremista di sinistra, non la Royal Air Force come credevo) e partono i cori comunisti, e la musica ska e raggae avvolge l’aria della piazza… e tutti li sotto a ballare a ritmo di “bella ciao”… io mi sento del tutto spiazzato… i miei amici si divertono, conoscono le canzoni, cantano a pugno alzato.

Io fermo lì immobile sorseggio la birra cercando di non dare nell’occhio e non sembrare asociale, un amico conosciuto li mi dice sospettoso “ma tu da che parte stai?” “io sono apolitico, queste cose le faccio fare a chi le capisce” e ribatte “sbagli! la politica è tutta la nostra vita” e torna a ballare canna in mano…

La domanda è: Ma questa è politica? O è solo un pretesto per farsi le canne, bere, ballare e vomitare? Di tutta la gente sballata che stava li ad appoggiare la causa, quanti davvero sanno quello che seguono? E prendo i comunisti perchè è l’esempio che ho avuto stasera, se ci fossero stati lì dei ragazzi di destra il discorso non sarebbe cambiato.

Scusate forse non ho idea di quel che dico poichè di politica davvero non capisco un tubo, ma guardando la situazione governativa nazionale, guardando la merda che gira in parlamento e nei vari partiti, e poi trovarmi di fronte a ragazzi che parlano di politica e appoggiano una causa comune solo se c’è una canna e una birra di troppo (che in un diverso contesto non mi avrebbero assolutamente dato fastidio), i dubbi sulla serietà del popolo italiano sono leciti.

Politica a divertimento sono due cose che per logica dovrebbero stare agli antipodi, la politica è la cosa più seria della nostra nazione, ma si sta sempre più travisando il vero significato di tale parola… lo dice uno che non si schiera nè a destra e nè a sinistra, ma segue una direzione precisa, la sua.



La matematica di un cesso
Ottobre 22, 2007, 6:50 pm
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La storia del rapporto controverso fra Lele e la matematica iniziò in un lontano 2003, quando in terza superiore ebbi la geniale idea di litigare a morte con la professoressa di matematica appunto.

In quanto ragazzino sbarbatello e nel bel mezzo della ribellione adolescenziale, la prima cosa che pensai fu che fare un dispetto alla professoressa mi avrebbe fatto stare decisamente meglio. Cosicchè consegnai tutti i compiti dell’anno in bianco o con splendidi disegnini o ritratti di compagni, per il resto del tempo alle ore di matematica, uscivo fuori o facevo le parole crociate dell’Unione Sarda (quotidiano sottratto alla sopracitata professoressa all’inizio dell’ora). La cosa che rende il tutto più tragicamente stupido, è che proprio quell’anno si introducevano i concetti fondamentali dello studio di funzione. Ergo, promosso all’anno successivo con il solo debito formativo in matematica, che mi trascinai fino alla fine dell’anno con uno splendido 2.

La quarta iniziò con la splendida notizia del cambio di professoressa, in poche lezioni ci fece il recupero per poter sostenere il compito per l’estinzione del debito formativo: miracolosamente lo passai. Il resto dell’anno, nonostante la bravura e la pazienza della professoressa nuova, lo passai a cercare di capire quello che spiegava, e mi facevo fare i compiti in classe da quelli più bravi di me. Risultato finale 5, che passò a sei per la buona volontà e perchè le stavo simpatico.

La quinta, ultimo anno, eravamo dei disperati, 12 deficienti con tanta voglia di studiare almeno quanta ne aveva Senna di morire in quell’incidente, pluriripetenti (solo in 2 eravamo regolari con gli anni)… capii meno dell’anno prima, il compito decisivo di fine anno lo fece il caro Murgia e lo passò a tutti gli altri che copiarono pari pari dal suo, Murgia era l’unico che capiva qualcosa di matematica. Il risultato fu che tutti i compiti consegnati erano uguali, precisi identici, quindi voto unico per tutti: …4

Andai all’esame con 5 scarso in matematica, ma non contava perchè fu sorteggiata educazione fisica invece che matematica come materia d’esame.

Mi diplomai e presi la qualifica di “perito agli apparati ed impianti nautici”… di motori sapevo tutto o quasi, in matematica continuavo ad essere un cesso totale.

Ed ora sono qui, di fronte a una dispensa redatta dal mio professore di Analisi Matematica 1; leggo fra le righe e non capisco veramente un cazzo di niente, tutto è scritto in matematichese, il professore da per scontato che io abbia già un’infarinatura generale di quello che è lo studio di funzione, bene… io non ho la più pallida idea di cosa sia lo studio di funzione e faccio fatica a fare una divisione in colonna.

Quest’anno mi aspettano 4 esami di natura matematica: due di Analisi e due di Algebra e Geometria. Per colpa di un ragazzino scemo che credeva di fare un torto alla sua professoressa, senza sapere che il torto se lo stava facendo da solo, ora continuo ad essere un cesso matematico, e da buon cesso, i miei professori, agli esami, non ci penseranno due volte a mettermi il culo in faccia e cagarmi in bocca.

Che dite prego? o mi metto a studiare sodo?

Mi metto a studiare sodo.



é ora di stringerci le palle?
Ottobre 20, 2007, 4:06 pm
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Ero a lezione, e una amica (bellissima e simpaticissima) mi dice

  • “hai mai sentito di un tipo che si chiama John Titor?”
  • “No chi è?”
  • “un tipo che dice di esser venuto dal futuro, dal 2036, e ha fatto alcune previsioni e certe si sono verificate”

Interessante, pensai… una volta a casa adai a trovare la mia amica Wikipedia e le ho chiesto notizie su questo John Titor.

E tutto quello che c’è da sapere è scritto qui

In pratica tale Titor, nel 2000 comparve in un forum non specificato su internet, nel quale dice di essere un soldato scelto per compiere una missione, tornare indietro nel tempo dal 2036 fino al 2000 per procurarsi un IBM 5100, macchina che a detta sua, consentirebbe facilmente di tradurre alcuni linguaggi utili per evitare il bug informatico del 2038, nel quale tutti i computer UNIX supereranno la data a 32 bit e crasherebbero.

Oltre a questo, sollecitato dalle domande degli utenti del forum, ha raccontato importanti spunti dello scenario mondiale dei prossimi 30 anni.

Detto così sembra uno dei soliti coglioni con tanta voglia di scherzare, ma se si leggono le sue previsoni (alcune si sono davvero verificate), se si sta a vedere i progetti che lui ha mostrato della sua macchina del tempo e la padronanza con cui parla di fisica dei quanti e continuum spazio-tempo (tutte cose che sono state rigirate a fisici quantisitici e che loro stessi hanno confermato come fondate) e la faccenda delle caratteristiche segrete dell’IBM 5100 che fino a poco fa sapevano solamente i pochi che quel computer l’hanno costruito, vi giuro che la cosa mi inquieta e non poco. Perchè ragionandoci:

Gli scenari che Titor racconta non sono per nulla fantascientifici, non parla di lotte galattiche fra universi, non parla di invasioni aliene, nè tantomeno di basi su Marte, parla di cose che da un giorno all’altro potrebbero davvero capitare, e che ci aspettiamo dal nostro futuro.

Che l’uomo prima o poi riesca a viaggiare nel tempo è una cosa che accadrà davvero, il viaggio attraverso la quarta dimensione è uno dei sogni dell’uomo, e come siamo riusciti ad andare nello spazio, quando ne avremo le capacità tecnologiche (perchè le conoscenze teoriche già ce le abbiamo), che sia fra 30, 100, 600 anni, riusciremo a spostarci avanti e indietro nel tempo.

Quindi perchè pensare che sia una cosa assurda che arrivi qualcuno dal futuro a frugare nel nostro presente? in fondo noi non riusciamo ancora a concepire la cosa, perchè per noi è ancora lontana da realizzarsi, ma si è sempre pensato a noi, gente del 2000, che ci spostiamo avanti nel tempo a scoprire il nostro futuro, e non si è mai pensato alla gente che vive magari nel 2200 e che viene a frugare nel passato, e io credo che sia molto più plausibile la seconda ipotesi.

Mio padre non è mai stato scettico per fortuna, ma queste cose le ha sempre prese con i guanti, io gliene ho parlato, gliele ho fatte leggere, gli ho fatto vedere le foto, e anche lui è rimasto in dubbio.

Pochi minuti dopo che abbiamo letto assieme che ci sarà un guerra nucleare in scala mondiale, sul TG5 passa un servizio che parla di questo e oggi si scopre quest’altra cosa .

Quindi come dicono gli stessi autori dell’articolo sulla Wikipedia, visto che per alcune cose Titor ci ha azzeccato, e per altre non ci ha azzeccato affatto, non è certo che lui sia davvero un uomo venuto dal futuro perciò tutto questo non prendiamolo come verità, ma come spunto per dei possibili (possibilissimi) scenari mondiali dei nostri prossimi 30 anni.

Nel mentre, chi ce le ha, si stringa le palle.



Claudio Baglioni true stories
Ottobre 19, 2007, 11:51 am
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Quella sua maglietta fina
tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto (ehh… ti piacerebbe vero? malato!)

e quell’aria da bambina
che non glielo detto mai ma io ci andavo matto (mhh, anche un po pedofilo)

e chiare sere d’estate
il mare i giochi e le fate (e le canne in spiaggia a quanto pare)

e la paura e la voglia
di essere nudi (la voglia va bene perchè sei malato, ma hai paura che il tuo amico cannatissimo ti prenda a ghinghe sulle palle)

un bacio a labbra salate
il fuoco quattro risate (si perchè uno normalmente da un bacio, poi guarda il fuoco e ride, così senza un preciso motivo)

e far l’amore giù al faro… (possibilmente senza farsi cuccare dal guardiano)

ti amo davvero ti amo lo giuro… (giura su tua mamma!)

ti amo ti amo davvero! (eh ho capito basta!)

e lei
lei mi guardava con sospetto (non deve essere molto convinta)

poi mi sorrideva e mi teneva stretto stretto (perchè dai in fondo gli fa un po pena)

ed io
io non ho mai capito niente (e ci credo, le canne, le ghinghe nelle palle)

visto che ora mai non me lo levo dalla mente
che lei lei era
un piccolo grande amore
solo un piccolo grande amore
niente più di questo niente più! (e non osare dire che era qualcosa in più di questo)

mi manca da morire
quel suo piccolo grande amore (perchè è morta?)

adesso che saprei cosa dire
adesso che saprei cosa fare (certo col senno di poi sono bravi tutti, se ti facevi qualche canna in meno forse riuscivi a ragionare e non eri così confuso)

adesso che voglio
un piccolo grande amore (è morta adesso, cercatene un’altra!)

quella camminata strana
pure in mezzo a chissacchè l’avrei riconosciuta (ah forse aveva la sclerosi multipla)

mi diceva “sei una frana”
ma io questa cosa qui mica l’ho mai creduta (eh certo perchè lui è un malato, mica uno scemo)

e lunghe corse affannate (anche se vinceva lui perchè lei era zoppa)

incontro a stelle cadute (si certo, “guarda una stella cadente!” “salta che la prendi!” “no cacchio non l’ho presa!” “vai corri che deve essere andata lì dietro!”)

e mani sempre più ansiose
di cose proibite (tipo infilare il dito nella presa della corrente)

e le canzoni stonate
urlate al cielo lassù (poverino, cosa doveva subire, sti deficienti che cercano di acchiappare le stelle cadenti e poi gli urlano contro)

“chi arriva prima a quel muro…”
non sono sicuro (probabilmente lui sapeva che lei avrebbe potuto creparsi prima di arrivarci a quel muro: “ma si fanculo, corriamo va!”)

se ti amo davvero
non sono…non sono sicuro… (cos’è? ora che sai che lei morirà ci ripensi?, che merda che sei)

e lei
tutto ad un tratto non parlava
ma le si leggeva chiaro in faccia che soffriva (e cazzo, e lui lo sapeva che prima o poi collassava!)

ed io
io non lo so quant’è che ha pianto (ah non chiederlo a me)

solamente adesso me ne sto rendendo conto (certo , i sensi di colpa sono forti, è morta perchè tu volevi fare a gara a chi arrivava prima, coglione)

che lei lei era
un piccolo grande amore
solo un piccolo grande amore
niente più di questo niente più (niente di più, mi raccomando!)

mi manca da morire
quel suo piccolo grande amore
adesso che saprei cosa dire
adesso che che saprei cosa fare
adesso che voglio
un piccolo grande amore… (finita finalmente)

Insomma lei è morta perchè aveva la sclerosi multipla, lui lo sapeva benissimo perchè lei zoppicava, ma non si è fermato e dopo un sacco di canne in spiaggia con gli amici va al faro e se la tromba, dopo di che, corrono in spiaggia, fanno a gara a chi arriva prima a quel muro li, come i deficienti, e neanche arrivatici lei collassa cade in terra e muore, e lui ci soffre vabbè, ma poteva pensarci prima di scoparsela che quella storia non aveva futuro, Baglioni ripigliati!



Seghe mentali al quadrato
Ottobre 17, 2007, 1:05 am
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Nella noia dell’1:30, quando il sonno non si capisce se stia arrivando o se preferisce aspettare un po, capita che si spulcia in rete e di beccare cose più o meno serie, ma stranamente quelle serie, quando hai il buio della stanza attorno e la musica bassa per non disturbare chi già dorme, riescono a concentrarti di più e far lavorare la mente.

Così leggendo il post del Dr.Hadamard , noto che è una profonda sega mentale, e quello che traggo dopo la lettura, non è altro che una sega mentale a mia volta.

Si parla di persone, di maschere, di tristezza e di felicità, di come spesso guardi negli occhi una persona o la senti parlare e capisci che il suo reale stato d’animo non è quello che ti mostra, per impietosirci si ammeschinano, per non farci preoccupare fanno finta di non avere nulla e spesso la cosa è così evidente che pensi davvero ti vogliano prendere per il culo.

Ma la gente davvero sa riconoscere quando è davvero triste e quando è davvero felice?

Io penso seriamente che noi passiamo tanto tempo della nostra vita, e sprechiamo tante delle nostre energie, a prenderci per il culo da soli, a imporci certi comportamenti e stati d’animo e a cammuffarci per non sentirci diversi o per non essere esclusi, o addirittura per perseguire obbiettivi futuri che nel presente non sono assolutamente prioritari per il proprio benessere… e l’unica risposta che riusciamo a darci del perchè lo facciamo è “perchè è così che deve andare” o perchè magari pensiamo che quella sia la via per risolvere, o per ridurre al minimo, i problemi collaterali delle nostre scelte.

E se ci guardassimo dentro davvero?

Riporto le domande che il Dr.Hadamard ha proposto ai suoi lettori:

“Ma tu, lettore accorto, come ti senti? Sei felice quando scrivi cose allegre? Sei mesto quando ne scrivi di tetre? Guarda che non ti capisco, sai. E se tu avessi solo bisogno di una mano, accetteresti il mio aiuto o rideresti smargiasso?”

Come mi sento? non bene, penso al Lele futuro, e non penso al Lele presente… quindi mi prendo per il culo, pensando che la mia sofferenza odierna, sarà un’ascesa continua fra qualche anno, quando frutterà qualcosa di concreto, e solo quando avrò raggiunto questo obbiettivo scoprirò se davvero ho fatto bene a prendermi per il culo, e sarò davvero felice, o se quello che ho perso questi anni non lo potrò mai più recuperare.

Sono felice quando scrivo cose allegre? non è detto, anche nei mei periodi neri, c’è sempre un po di spazio per l’ottimismo e per il buon umore, e sdrammatizzare un po non può far altro che bene al cuore. E quando sono tetro? quando sono tetro, in genere, mi accorgo che lo sono, e sai che ti dico? in genere mi comporto da ipocrita, non voglio portare i miei problemi nella vita degli altri e per un po posso benissimo fare la bella faccia fuori, e mangiarmi gli organi dentro… ma se avessi davvero bisogno di una mano, se stessi raschiando il fondo, se gli organi ormai me li sono mangiati tutti, non aspetterei che tu mi chieda aiuto, vengo a chiedertelo.

E la conclusione qual’è? che sia io che te, dottore, siamo come quello che ride alle nostre battute ma ha gli occhi malinconici, perchè anche se prendiamo coscienza della cosa e riconosciamo l’ipocrisia degli altri come la nostra, questo non ci rende immuni, continueremo a comportarci così e se non ti sei mai comportato così ne hai tutte le potenzialità in quanto essere umano. Felicità e tristezza si alterneranno fino alla fine dei nostri giorni, quando saremo felici non penseremo a nulla, ci godremo il nostro essere e nessuna sega mentale ci sfiorerà il cervello… quando saremo tristi, ci rimurgineremo sopra, facendoci mille domande, e impegnandoci a toglierci l’oscurità di dosso. E il nostro stato d’animo si adatterà alla siutazione, e cambieremo carattere e persona a seconda di quanto questo ci vada bene o meno.

Fanculo a colui che ci ha dotato di intelletto…