sparking plug


TIEN AN MEN
Agosto 19, 2007, 3:31 pm
Archiviato in: Senza Categoria

Da poco, assieme ad Elisa si parlava di cinesi e di Cina in generale.

Dopo un po di conversazione mi sovviene un nome: Tien An Men.

“Eli cosa è successo in Piazza Tien An Men?”

“Non lo so, cerchiamo”

e così San Wikipedia ci ha illuminato su un fatto di storia moderna atroce.

Pochi anni fa, precisamente nel 1989, ci fu a Pechino una manifestazione studentesca. I motivi sono semplici: la morte del vicesegretario del partito comunista cinese Hu Yaobang, considerato da tutti come un uomo di idee molto liberali (quindi scomodo al governo che si suppone abbia messo lo zampino nella faccenda); il secondo motivo è da attribuire ai mass media, che gli studenti hanno definito corrotti poichè tutta la vicenda del vicesegretario è stata ben nascosta trasmettendo scenari della manifestazione distorti, accusando gli studenti di complotto contro lo stato e di fomentare agitazioni di piazza senza far risaltare i motivi delle loro azioni.

Tutte queste processioni sfociarono nell’ennesima protesta in Piazza Tien An Men, ovvero il luogo dove gli studenti chiesero al People’s Daily di ritrattare le accuse nei loro confronti, organizzando uno sciopero della fame.

Si presentarono in 100.000.

Il 20 maggio il governo dichiarò la legge marziale, ma la protesta continuò. Dopo questa delibera dei leader del partito, fu ordinato l’uso della forza per risolvere la crisi e fu inviato tra il 27 e il 28 maggio l’Esercito di Liberazione Popolare corredato da numerosi carri armati. Inutile dire il risultato dello scontro fra militari armati e giovani studenti disarmati che facevano lo sciopero della fame.

Il governo cinese parla di 200 civili e 100 militari morti, i dati raccolti ad anni e anni di distanza stimano un valore di morti fra 7000 e 12000.

7000-12000 MORTI PER UNA MANIFESTAZIONE STUDENTESCA!

Il governo comunista cinese non fornisce versioni ufficiali dell’accaduto ed esercita ancora forme di censura riguardo gli avvenimenti in questione. L’occidente appoggia la censura e nessun media si fa sentire a voce grossa a riguardo.

Tutto ciò che è stato trasmesso a noi, sono delle brevi immagini di un ragazzo che è stato ribattezzato “Tankman”, ed è la prova che gli eroi, quelli veri, non fanno i salti mortali e non scagliano estintori sulle camionette dei carabinieri.

Non aggiungo altro, a voi i commenti.


2 Commenti finora
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La mia ignoranza sulla questione era lacerante, e non solo su questa questione! Quando un giorno con la mia compagna di liceo avevamo visto questa immagine su internet, lei mi aveva spiegato che quell’uomo era un vietnamita fotografato mentre arrivavano i soldati nel suo villaggio. Per dire, eravamo proprio alla frutta.
1) Perchè diavolo a scuola, invece di impuntarsi su faccende che si dimenticheranno nel giro di pochi mesi (Filippo il Bello il tale giorno del tale anno emanò questa legge), tutte rigorosamente inutili per comprendere la storia (conosco professori che massacravano gli alunni di due e tre se non conoscevano la data di nascita dei Papi, e il loro vero nome) non si dedicano alla spiegazione della storia che ci interessa un po’ più da vicino? Al liceo si arriva sino alla guerra fredda, e da lì è il nulla.
2) Ancora mi chiedo come diavolo si possa intitolare una piazza a uno che manifestava la propria idea lanciando estintori contro la polizia. L’episodio del TankMan fa sbiancare Giuliani e tutti quelli che come lui manifestano pretendendo di avere un diritto e di toglierlo a qualcun altro. Nemmeno si è mai saputo il nome di quell’uomo, non aveva armi nelle sue mani, ma due sacchetti di plastica bianca. Non aveva il viso coperto, come se avesse qualcosa da nascondere. Si è imposto con umanità, sfidando qualcosa che potenziamente poteva farlo a pezzi in un secondo, come aveva d’altronde già fatto con tanti altri il giorno prima. Ma lui era solo, contro una colonna di carriarmati, e chi guidava quel carroarmato si è sentito forse più solo di lui, incapace di sparare a chi gli spiattellava davanti la propria superiorità umana. Incapace di stroncare la vita di un uomo armato solo di desiderio di pace (vera) e libertà (vera, non solo di alcuni).
La non violenza è l’unica arma.
E non la usiamo solo perchè non riusciamo a concepire un’arma senza manico nè materia.

Commento di Dafne

@eli, in ordine:
1) perché è sbagliato! La storia è tutta importante e va studiata tutta. Io che la amo profondamente e che la conosco discretamente posso affermare che gli uomini ripetono sempre gli stessi errori, gli stessi orrori e gli stessi intrighi, da millenni. E la maggior parte della causa è che la gente della storia SE NE FREGA, perché la giudica noiosa. Orrore
Ovviamente la storia non si riduce a date e nomi, questo è il modo cagnesco in cui si insegna e si fa disaffezionare lo studente alla materia.
2) perfettamente d’accordo, Giuliani è un martire della sinistra giovanile e né allora né ora mi trovo a condividere i sentimenti riguardo a quel personaggio. Certo, le forze dell’ordine allora fecero un pessimo lavoro e perfino ora ritengo che quei giorni si siano vissuti rigurgiti fascisti. Non lo sapremo mai, l’11 settembre ha troncato quello che sarebbe stato, senza timore di retorica, un nuovo ‘68 (nel bene o nel male), occasione persa, soprattutto per la mia generazione.
Nota a margine: del tizio veramente si conosce il nome ed era stato ritrovato in mongolia, dove si era rifugiato dopo i fatti dell’89, potreste fare una ricerca chessò

Commento di Zeruhur




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