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Da poco, assieme ad Elisa si parlava di cinesi e di Cina in generale.
Dopo un po di conversazione mi sovviene un nome: Tien An Men.
“Eli cosa è successo in Piazza Tien An Men?”
“Non lo so, cerchiamo”
e così San Wikipedia ci ha illuminato su un fatto di storia moderna atroce.
Pochi anni fa, precisamente nel 1989, ci fu a Pechino una manifestazione studentesca. I motivi sono semplici: la morte del vicesegretario del partito comunista cinese Hu Yaobang, considerato da tutti come un uomo di idee molto liberali (quindi scomodo al governo che si suppone abbia messo lo zampino nella faccenda); il secondo motivo è da attribuire ai mass media, che gli studenti hanno definito corrotti poichè tutta la vicenda del vicesegretario è stata ben nascosta trasmettendo scenari della manifestazione distorti, accusando gli studenti di complotto contro lo stato e di fomentare agitazioni di piazza senza far risaltare i motivi delle loro azioni.
Tutte queste processioni sfociarono nell’ennesima protesta in Piazza Tien An Men, ovvero il luogo dove gli studenti chiesero al People’s Daily di ritrattare le accuse nei loro confronti, organizzando uno sciopero della fame.
Si presentarono in 100.000.
Il 20 maggio il governo dichiarò la legge marziale, ma la protesta continuò. Dopo questa delibera dei leader del partito, fu ordinato l’uso della forza per risolvere la crisi e fu inviato tra il 27 e il 28 maggio l’Esercito di Liberazione Popolare corredato da numerosi carri armati. Inutile dire il risultato dello scontro fra militari armati e giovani studenti disarmati che facevano lo sciopero della fame.
Il governo cinese parla di 200 civili e 100 militari morti, i dati raccolti ad anni e anni di distanza stimano un valore di morti fra 7000 e 12000.
7000-12000 MORTI PER UNA MANIFESTAZIONE STUDENTESCA!
Il governo comunista cinese non fornisce versioni ufficiali dell’accaduto ed esercita ancora forme di censura riguardo gli avvenimenti in questione. L’occidente appoggia la censura e nessun media si fa sentire a voce grossa a riguardo.
Tutto ciò che è stato trasmesso a noi, sono delle brevi immagini di un ragazzo che è stato ribattezzato “Tankman”, ed è la prova che gli eroi, quelli veri, non fanno i salti mortali e non scagliano estintori sulle camionette dei carabinieri.
Non aggiungo altro, a voi i commenti.