Archiviato in: Padua's Life

Accennavo nel precedente post ad un preciso avvenimento: la mia fuga.
Questi ultimi mesi sono stati un incubo: vivendo in casa di mia nonna sono sempre stato in mezzo a viavai di parenti (mia nonna ha 10 figli, n.d.a.), ed essendo i miei parenti gente un po particolare mi sono trovato, senza volerlo, in mezzo ai loro casini.
Per un po sono riuscito a sopportare ma ora sono arrivato alla decisione difinitiva e:
domani parto per Padova, città in cui studierò informatica e dove risiede mio padre, che mi accoglierà a casa sua e vivremo felici e contenti in tranquillità per un bel po di tempo.
Lascio amici e Elisa qui a Cagliari, promettendo che ci vedremo più spesso di quanto si possano immaginare (Eli soprattutto).
Non ho altro da dire, se non che mi sto preparando a ricominciare una nuova vita anche grazie a queste frasi di mio padre:
- Lele, quella non è casa tua, prima o poi te ne saresti dovuto andare.
- Qui a Padova ci sono sempre un sacco di Ducati usate che costano 4 soldi!
Buon Viaggio Lele! grazie!
P.S. ci sarà un periodo morto nel quale non scriverò sul blog, a causa della mancanza di rete telefonica a casa di mio padre. Il tempo di sistemare la rete e sarò di nuovo nel WWW.

Preso dai preparativi per la mia fuga (che descriverò accuratamente in un prossimo post), ho deciso di fare un salto da Planet Motors per vedere se hanno quella cacchio di 690 che da mesi avevano promesso di farmi provare.
Sono andato convinto di non trovarla.
La 690 c’era.
Solita liberatoria, e pronto a partire.
L’estetica per quanto originale (e a me le moto fuori dall’ordinario piacciono) non mi comunica molto, non mi convince nonostante le rifiniture di prima categoria e le plastiche di buona qualità. L’anteriore sembra un pellicano incrociato con un tucano e gli scarichi sembrano due tubi coibentati presi dall’impianto di riscaldamento di qualche ospedale (di quelli zozzi che si vedono al tg5). Metto in moto: TRATATATATATATATA! il sound è diverso dagli altri mono, è molto metallico e sembra che ci sia ferraglia dentro gli scarichi (ho deciso, fanno cagare, cabiateli prima di ritirarla se acquistate questa moto) ma è abbastanza corposo quando si gira la manopola del gas. Monto in sella e parto.
Prima impressione: devo sgasare un bel po per spuntare perchè tende a morire se si pela il gas, -brutto segno- penso, dinamicamente parlando i primi metri sono stati un po strani, la moto sebrava avere la forcella perpendicolare all’asfalto e la sensazione non è confortante, giuro che una moto così reattiva non l’avevo mai guidata e non mi esaltava la cosa, mi faceva un po paura, quando è troppo è fastidioso, ho avuto la sensazione che alla prima manata di gas sarebbe schizzata via lasciandomi in piendi in mezzo alla strada, ad assistere alla distruzione di una moto che non posso permettermi di ripagare. La prima piega uscendo dal piazzale del concessionario mi trasmette una ruota anteriore che se ne va dove vuole lei, e reagisce come le moto che hanno interasse chilometrico, ovvero con la sensazione che ti tiri giù per terra. Cacchio mai provata una moto così strana! la sensazione tuttavia dopo 10 minuti passa e ci si abitua.
Ok è arrivato il momento di vedere cosa può offrirmi sto motore superpotente (a detta di KTM il motore avrebbe 64 Cv a 7500 giri, un’infinità per un monocilindrico da strada), giro la manopola fino a fine corsa.
Dove sono finiti i 64 cv? la risposta arriva dopo poco: sono tutti sopra i 7000 giri! e sotto i 2000 la moto tossisce e bestemmia, a giri medi invece c’è poca roba per essere un mono. Ecco si è fottuto un altro modello che credevo cazzutissimo. Porca miseria a KTM che si inventa ste motard-compromesso con la sella bassa, le sospensioni morbide e il motore docile!
Da che mondo è mondo LE SUPERMOTARD HANNO LE SOSPENSIONI DURE, LA SELLA ALTA ALTA, LA POSIZIONE DI GUIDA SCOMODA E UN MOTORE CAZZUTISSIMO CHE SPRIGIONA COPPIA A PALATE DAI 2000 AGLI 8000 GIRI!!!
Comunque sia non mi delude poi così tanto, basta non scendere mai sotto i 5000 giri e diverte davvero. Vado dietro lo Spazio Newton dove ci sono le curve a gomito per vedere se si intraversa come una motard dovrebbe fare. La moto si intraversa, ma le sospensioni morbidose fanno riprendere aderenza alla moto subito quindi le derapate sono un po scarsine nonostate le scalate con fuorigiri (e devo ammettere che non sono proprio un motardista nato, ho tante cose da imparare sul fare derapate davvero efficienti) e si alza solamente di frizione anche in prima.
Faccio anche un tratto di Asse Mediano (la strada a scorrimento veloce che taglia Cagliari in 2) per vedere in allungo come va questa moto, che arriva fino a 9000 giri e spiccioli, davvero troppi per un monocilindrico (e questo spiega molto anche del perchè la moto è scarsa in basso). arrivo a 140 all’ora con il collo che sforza tantissimo e l’avantreno che comincia a dondolare in rettilineo così tanto che mi costringe a rallentare. Insomma ogni stelo della forcella è grosso quanto il mio braccio, la moto è tuttavia bassa e ondeggia a 140? bah lasciamo perdere, meglio tenere una velocità di crociera di 90-100 e lasciar stare le tirate.
Riporto la moto alla base e sento i polsi indolenziti.
Quindi elenco in breve le peculiarità di questa moto con 7 verbi essere alla terza persona:
- è una supermotard ma ha il telaio a traliccio, la sella bassa e le sospensioni morbide (e le frecce grandi così)
- è un monocilindrico ma ha il motore che spinge fino a 9000 giri tranquillamente e non ha coppia sotto i 5000 giri
- è leggerissima e agilissima ma la prima impressione è come quella che si ha quando si guida un chopper
- è comoda ma indolenzisce se si va poco poco veloci
- è originale ma bruttina
- è una moto che spinge fino a giri alti ma appena ci si arriva dondola vistosamente e bisogna rallentare
- è divertentissima ma solo se si tiene alta di giri
Conclusione: una moto che non è nè carne nè pesce e ciò significa che è una moto per tutti quelli che vogliono una motard perchè piace ma lo vogliono per passeggiare in città stando comodi e senza sentire le buche, e che non impenni subito per carità perchè sennò passa per un zozzone pirata della strada che ammazza la gente!
Discorso di cliente tipo per la 690:
- “salve vorrei comprare una supermotard perchè mi piacciono un sacco! sono cattive e hanno un bel rumore!”
- “va bene signore, abbiamo la serie EXC con kit motard, sono moto spettacolari”
- “ah si? e sono facili da guidare?”
- “certo sono leggerissime e potentissime, ad ogni manata di gas si prepari a vedere il cielo, sono esaltanti!
- “cioè impenna?”
- “se pela il gas no, ma appena gira energicamente si alza ad ogni regime di rotazione!”
- “oddio ma per chi mi ha preso? per un delinquente? e poi non ci arrivo a terra con queste! e senza frecce come faccio? mi vuol fare arrestare?!”
- “signore lei mi ha chiesto una supermotard e le supermotard sono fatte così, anzi dia retta a me, si prenda la SM 690 e si stia zitto, è la moto che fa per lei”
- “screanzato! mpf!”
Spero di aver reso l’idea di che tipo di moto sia la SM 690. Comunque mi sono divertito e mi sono sudato il culo.

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Da poco, assieme ad Elisa si parlava di cinesi e di Cina in generale.
Dopo un po di conversazione mi sovviene un nome: Tien An Men.
“Eli cosa è successo in Piazza Tien An Men?”
“Non lo so, cerchiamo”
e così San Wikipedia ci ha illuminato su un fatto di storia moderna atroce.
Pochi anni fa, precisamente nel 1989, ci fu a Pechino una manifestazione studentesca. I motivi sono semplici: la morte del vicesegretario del partito comunista cinese Hu Yaobang, considerato da tutti come un uomo di idee molto liberali (quindi scomodo al governo che si suppone abbia messo lo zampino nella faccenda); il secondo motivo è da attribuire ai mass media, che gli studenti hanno definito corrotti poichè tutta la vicenda del vicesegretario è stata ben nascosta trasmettendo scenari della manifestazione distorti, accusando gli studenti di complotto contro lo stato e di fomentare agitazioni di piazza senza far risaltare i motivi delle loro azioni.
Tutte queste processioni sfociarono nell’ennesima protesta in Piazza Tien An Men, ovvero il luogo dove gli studenti chiesero al People’s Daily di ritrattare le accuse nei loro confronti, organizzando uno sciopero della fame.
Si presentarono in 100.000.
Il 20 maggio il governo dichiarò la legge marziale, ma la protesta continuò. Dopo questa delibera dei leader del partito, fu ordinato l’uso della forza per risolvere la crisi e fu inviato tra il 27 e il 28 maggio l’Esercito di Liberazione Popolare corredato da numerosi carri armati. Inutile dire il risultato dello scontro fra militari armati e giovani studenti disarmati che facevano lo sciopero della fame.
Il governo cinese parla di 200 civili e 100 militari morti, i dati raccolti ad anni e anni di distanza stimano un valore di morti fra 7000 e 12000.
7000-12000 MORTI PER UNA MANIFESTAZIONE STUDENTESCA!
Il governo comunista cinese non fornisce versioni ufficiali dell’accaduto ed esercita ancora forme di censura riguardo gli avvenimenti in questione. L’occidente appoggia la censura e nessun media si fa sentire a voce grossa a riguardo.
Tutto ciò che è stato trasmesso a noi, sono delle brevi immagini di un ragazzo che è stato ribattezzato “Tankman”, ed è la prova che gli eroi, quelli veri, non fanno i salti mortali e non scagliano estintori sulle camionette dei carabinieri.
Non aggiungo altro, a voi i commenti.
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I limiti fisici, si sa, sono quei limiti oltre il quale non ci si può spingere se vogliamo tenerci cara la pelle, e ieri sera ho superato il limite con l’avantreno del mio fido Atlantic, e quando si parla di scooteroni, i limiti della fisica sono molto a portata di mano se si spinge un po.
Insomma esco dal parcheggio a manetta aperta (è un 125 dopotutto) e appena giro lo sterzo e piego – causa le gomme sgonfie di parecchi decimi di bar, che quest’ultima settimana rinviavo di gonfiare per la poca voglia che avevo di farlo – la ruota anteriore scivola via come se le gomme fossero dei Ringo.
La cosa positiva è che il limite, data la poca velocità, è stato violato di poco e controsterzando ho potuto riprendere aderenza per poi riperderla subito dopo nel lato opposto del pneumatico e infine riprenderla nuovamente.
Risultato: Atlantic è rimasto in piedi durante la manovra funambolica e a terra c’è finito solo il mio piede e i miei jeans. Inutile dire che la mia scarpadestra si è un po spappolata.
Conclusioni: per la seconda volta (dopo aver assaggiato l’asfalto dopo una piega estrema) supero qualche limite fisico con Atlantic, ergo, MAI FIDARSI AD ANDARE A MANETTA CON UNO SCOOTERONE, 125 o 600 che sia.
L’altro limite fisico è di tipo completamente diverso. Oggi mi sono recato alla Carrefour per prendere i cereali per quel vecchio bacucco del mio cane e noto che lo spazio di fronte alle casse è occupato da dei libri in offerta tutti di carattere scientifico per ragazzi con titoli come “Il pianeta Terra”, “Gli animali marini”, “Le gomme dello scooterone di Lele”. Noto un signore che si avvicina al banchetto, brutto, ma così brutto che è davvero affascinante, con una fronte molto sfuggente, sopracciglia che sembrano savoiardi, peli ovunque e una postura leggermente aggobbata; insomma era un incrocio fra l’Uomo di Neanderthal e un qualsiasi Gibbone.
Suddetto ominide quindi, si avvicina al banchetto con sguardo interessato, fra tutti i tomi ne prende uno e lo sfoglia.
Il titolo del libro era:
“Le Scimmie”.

Inauguro L’erede di Cafe Racer con una nuova puntata della rubrica più spassosa del mondo – per me che provo le moto ovviamente.
Sono le 5 circa del pomeriggio quando dopo aver riportato a casa sua la mia povera consorte senza un preciso motivo, penso bene di fare una capatina al concessionario Kosmoto2, perchè avevo il sentore che la moto che stavo aspettando di provare fin dalla sua presentazione fosse lì, pronta a farsi cavalcare fra i bollenti asfalti cagliaritani; una vocina suadente diceva “lele! sono scìver, ti sto aspettando! brum!” quindi non ci ho pensato due volte e con il fido Atlantic sono andato al concessionario.
Appena girato l’angolo, eccola lì, di fronte all’uscita con lo sterzo girato e il faro che mi fissa, nella straclassica (e pure poco esaltante) colorazione grigio/oro. Non l’avevo ancora vista dal vivo e l’impressione è buona quanto quella della prima visione in rete dopo la presentazione: decisamente compatta e bella, tranne la colorazione.
La guardo una trentina di secondi per realizzarne le qualità estetiche e ciclistiche, poi entro e punto il signore con la camicia a quadri.
- “Salve! è in prova la Shiver?” – Chiedo con un sorriso a 8000 denti stampato in faccia.
- “si mi serve la patente” – dice il signore con la camicia a quadri con una freddezza degna di Robocop senza il casco
- “certo eccola qui!” – e vai!
- “ecco le chiavi, rimani 10 minuti” – ora la freddezza è quella di Robocop, Di Terminator e Del T1000 che si puntano i fucili a vicenda.
- “Grazie” – solo 10 minuti, tanalla! (trad: tirchio!)
Metto in moto: TRANTATATATATRRRAAAANNNNTATATATATATATA! Il suono è spettacolare, non ai livelli del Duca ma comunque davvero godurioso. Riscaldo due minuti e poi parto.
La prima impressione allo spunto è di una moto facile facile, che mi comunica sicurezza fin dai primi metri, la posizione in sella mi pare davvero azzeccata nonostante la grandezza della moto. il manubrio bello largo mi tiene con il busto leggermente caricato in avanti e i comandi sono tutti li, dove devono essere. Le pedane sono sensibilmente avanzate ma consentono agevolmente gli spostamenti di deretano da destra a sinistra , insomma, moto comoda e sportiva allo stesso tempo.
Imbocco viale Diaz e dopo il semaforo mi appresto ad affrontare il curvone della fiera, la moto scende in piega che una bellezza e rimane lì dove l’ho messa io, anche se non esagero con l’inclinazione perchè ho visto tanti buchi nell’asfalto bramare la mia epidermide. Lungo rettifilo e assimilo un po di informazioni dal motore, che mi da una sorpresa.
Sotto i 4000 g/min il motore ha una spinta davvero scarsina per essere un bicilindrico, oltre questi la spinta migliora sensibilmente ma è solo dai 6000 in poi che il motore spinge vigoroso e la moto si incazza e diventa stronza come piace a me, perciò, come direbbe Maccio Capatonda “c’ho delusione in me!”. Porca miseria la Aprilia mi sforna una motociclettina mangiatornanti e umiliasportive da misto-stretto e mi dota la suddetta di un motore con una coppia motrice spostata nella zona alta del contagiri? In Viale poetto riesco ad alzarla ma sfrizionandola in prima, e continuo a chiedermi perchè.
Mentre non trovo risposta al mio quesito continuo a inanellare sorpassi nel traffico di Viale Poetto con marce alte per capire bene la spinta della Scìver e scopro che sotto i 2000 g/min il motore tossisce e sputazza e viene accompagnato da un godurioso ma poco utile scoppiettio nei tubi di scarico. Una smorfietta contorce il mio volto dentro il casco e decido di tornare al concessionario perchè i miei miseri 10 minuti di prova stanno terminando (disgraziato con la camicetta a quadri) e mi convinco che la moto diverte davvero dai 6000 giri in su trovando la spinta migliore a 8000 e concludo che, in 10 minuti di traffico cittadino standard neanche troppo fitto, solo 1 VOLTA! sono riuscito ad arrivare agli 8000 ed ero di gran lunga sopra il limite del comune buon senso di motociclista sano e ad anni luce dal limite legislativo, che con le nuove regole – se mi avesse trovato a quella velocità- mi avrebbe visto in galera a vita, con le mani incollate sotto i piedi, un gessetto in bocca e una lavagnetta nel quale scrivo “sono un pericolo pubblico!”.
Traggo le conclusioni una volta spenta.
La moto è agilissima, la ciclistica altrettanto con un telaio davvero comunicativo, i freni si avvalgono di due dischi con pinze brembo radiali, davvero potenti, il motore presenta due scalini di coppia che rendono la moto acerba, lontano dalle sensazioni dei bicilindrici più sinceri, e altrettanto lontana dall’erogazione quasi elettrica delle 4 cilindri naked moderne da città, anche se io infilerei la Shiver dritta fra loro.
Brutto colpo per la mia psiche che vedeva nella Shiver una libidinosa e cazzuta moto dalla brusca erogazione e un effetto on-off da colpo di strega. Invece si comporta da bambina capricciosa e gioca a fare la grande fingendo di avere qualche cilindro in più, ma questo la rende una moto docile e per nulla nervosa ai bassi-medi regimi di rotazione e la fa inserire dritta dritta nella categoria “motopertuttiquellichenonvoglionounamotocazzutapergirareincittà” e vede da lontano la categoria “umiliasportivedamistostretto”, comunque degustibus, la maggior parte dei motociclisti italiani compra 4 cilindri naked da 600cc.
Forse avevo troppe aspettative da questa moto, o forse pecca di gioventù ancora ma:
C’ho delusione in me!
- POSIZIONE DI GUIDA: 9
- CICLISTICA: 8
- GUIDA: 8
- MOTORE: 5!